Dino Amadori è mancato





Dino è stato un grande oncologo medico, Presidente AIOM dal 1997 al 1999, Direttore scientifico emerito dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) di Meldola e Presidente dell’Istituto Oncologico Romagnolo. Aldilà degli incarichi, un grande oncologo soprattutto per la sua competenza e umanità.

Ma il suo contributo ha riguardato anche il mondo delle cure palliative italiane, soprattutto nei primi anni di sviluppo. Pochi probabilmente ricorderanno che Dino Amadori fu Vicepresidente della SICP, eletto nel secondo direttivo nel 1994. Era un momento abbastanza delicato in quanto il mondo clinico e scientifico incominciava a conoscerci e a capire il ruolo e l’importanza delle cure palliative. I più anziani tra noi, di cui faccio inesorabilmente parte, ricordano che in quel momento Amadori ha rappresentato l’elemento di equilibrio tra il nascente gruppo dei sostenitori e clinici della prima generazione delle cure palliative, per lo più di estrazione anestesiologica, e il mondo oncologico, molto più numeroso e riconosciuto, che guardava con interesse questa emergente nuova disciplina. Allora, fu strategico definire nella SICP un presidente palliativista di estrazione anestesiologica e un vicepresidente oncologo. Fu l’inizio di un’intesa che portò al rispetto delle reciproche professionalità e all’integrazione delle competenze che, attualmente, è un punto saldo e inequivocabile.

Grazie Dino: è stato un piacere lavorare insieme.

Un saluto e un ricordo da tutto il mondo delle cure palliative italiane.

Oscar Corli